Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

04 AGOSTO 2006

L'oro è intrappolato in un classico triangolo a smaltire gli eccessi di un anno di salita potente e ininterrotta. Gli occhi puntati addosso al prezioso metallo sono sempre di più e tutti aspettano la rottura verso l'alto o verso il basso di questa figura per posizionarsi di conseguenza. I livelli sull'MACD di lungo periodo sono però tutt'altro che confortevoli per iniziare una nuova prolungata salita e non sarebbe sorprendente se, dopo una breve rottura al rialzo, l'oro tornasse violentemente verso la media a 65 che ora veleggia ripida intorno a 525 $/oz.

In fondo siamo solo al terzo mese di correzione dopo 12 di guadagno costante e alla luce della debole settimana del dollaro, l'avanzata dell'oro è stata piuttosto timida. Sul breve quindi meglio aspettare occasioni migliori, se non a livello di prezzo almeno di indicatori.

Ricordiamo come sempre che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Discorso diverso per l'argento che nell'ultima settimana si è comportato molto meglio dell'oro: la resistenza incontrata dalla ratio silver/gold (analizzata in maggior dettaglio nello scorso aggiornamento) s'è rivelata un osso davvero duro.

Gli argomenti a favore del metallo bianco sono ancora più convincenti di quelli, già ottimi, del prezioso cugino: sul breve non è certo il momento migliore per entrare ma, come sempre, è opportuno ricordare che, in un'ottica di lungo periodo, l'argento è più sottovalutato dell'oro e che, per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, l'argento è oggi un ottimo affare a patto che si sia disposti a tenerlo per qualche anno senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



Pessima performance per il dollaro dopo la "forza" recente: lo yen, a breve, ha esaurito le sue cartucce ed ecco che il biglietto verde, lasciato solo, chiude al livello peggiore delle ultime 9 settimane, sporgendosi su un baratro davvero inquietante: la rottura del non lontano livello di 80 è in grado di scatenare sui mercati reazioni difficilmente quantificabili .
L'unico argomento, non da poco, a favore della valuta americana è che il sentimento generale inizia ad essere pericolosamente sbilanciato verso il pessimismo nei suoi confronti e MAI l'opinione generale è quella corretta sui mercati.

Anche in questo caso non sarebbe sorprendente se, dopo una rapida escursione verso nuovi minimi, il vecchio bigliettone ritrovasse le forze per recuperare: in fondo la resistenza intorno ad 80 non è mai stata violata, se non per brevi e molto turbolenti periodi.

L'euro, come al solito, si muove simmetricamente rispetto al dollaro.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al gas naturale. Nell'aggiornamento del 26 maggio segnalammo, con largo anticipo, la situazione di grave ipervenduto di questa preziosa materia prima.
Quella settimana la chiusura fu a 6.03, quella di questa è stata a 7.30 (+21% in 9 settimane) ma il caro combustibile ha toccato un massimo di 8.30 (a +37%).
Riuscire a cavalcare l'estrema volatilità del gas naturale è cosa davvero dura, adatta a pochi speculatori pazienti e con i nervi saldi, ma i ritorni, per chi si muove in modo corretto ed al momento giusto, sono più che lusinghieri.



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