Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

25 AGOSTO 2006

Dopo la rottura al ribasso del triangolo avvenuta la scorsa settimana, l'oro tentenna indeciso, chiudendo con una variazione minima: +1.51%. Dal punto di vista tecnico, nonostante il mercato toro che a nostro avviso è ancora nelle fasi iniziali, grafico ed indicatori lasciano presagire che nelle prossime settimane sia più probabile una ripresa della correzione in atto piuttosto che una sfida a nuovi massimi.

Il forte supporto fra 525 e 575, in particolare la zona intorno a 540, rimane per ora l'obiettivo in cui aprire nuove posizioni al rialzo o incrementare quelle già in essere. Di vendere se ne parlerà fra una decina di anni, più o meno.

In un ottica di breve quindi, è lecito - statisticamente - attendersi quotazioni più vantaggiose nelle prossime settimane da cui inziare a costruire o incrementare le posizioni al rialzo.

Ricordiamo però, come sempre, che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



L'argento continua la sua corsa, sia contro le fiat currencies sia nei confronti del più famoso cugino, anche se rimane intrappolato in una zona di importanti resistenze. Dal grafico e dagli indicatori, nonché dalle proiezioni dei ritracciamenti di Fibonacci dell'ultima forte discesa, sembra che il metallo bianco stia disegnando una tipica correzione ABC.
Se questo fosse il caso, a breve il trend discendente potrebbe riprendere con violenza per fermarsi solo in corrispondenza del forte supporto posto fra 8.20 e 9.60: 9 sarebbe già un'ottimo punto di acquisto anche per posizioni speculative di pochi mesi.

A questi livelli quindi, a breve termine, è preferibile aspettare quotazioni più vantaggiose mentre in una prospettiva di lungo periodo, il metallo bianco è ancora più sottovalutato dell'oro.

Per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, l'argento è oggi un ottimo affare a patto che si sia disposti a tenerlo per alcuni anni senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



Il dollaro continua ad indugiare sul supporto che ha sostenuto il rally delle ultime settimane. Questi "weak rally" con massimi e minimi che si rincorrono intorno alle stesse quotazioni, una settimana da una parte e l'altra in senso opposto, precedono in genere movimenti rapidi e trend ben delineati.
Vedremo a breve, con il ritorno della vera liquidità sui mercati ed il posizionamento degli istituzionali, se il biglietto verde sfiderà la zona inviolata intorno ad 80 o se, magari approffittando della debolezza dell'oro, sarà capace di violare a breve le forti resistenze poste fra 86 e 88, per non parlare della barriera più dura, la trendline in discesa ora ferma intorno a 89.

L'euro tentenna come il dollaro, al crocevia di numerosi ed importanti supporti e resistenze. Anche in questo caso, il weak rally in atto, sembra presagire movimenti rapidi ed importanti nelle prossime settimane.

Da notare che questa settimana lo Yen è riuscito a chiudere al di sotto del supporto che l'ha sostenuto da fine 2005: dopo la falsa rottura dei primi di luglio, questo è l'evento più considerevole capitato alla valuta nipponica, a conferma che andare long su di essa è sempre molto rischioso: troppi gli interessi importanti che desiderano un suo deprezzamento.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al rendimento dei Treasury Notes USA a dieci anni e quindi alle aspettative sui tassi di interesse americani.
Dopo la rottura della resistenza a 47 ed un picco fino ai massimi recenti di 52, lo yield è sceso sino in prossimità di importanti supporti: in primis quello dinamico a 48 e quindi la vecchia resistenza a 47, ormai supporto.
Ha finito la FED con la sua politica di baby steps oppure no?



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