Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 24 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

08 SETTEMBRE 2006

Settimana difficile per l'oro che chiude a ridosso del supporto a 600 $ dopo aver fallito ancora una volta l'attacco alla resistenza dinamica che lo intrappola ormai da luglio. La media a 65 settimane è ormai salita sopra i 540 $/oz e questo rimane, per ora, l'obiettivo preferito in caso l'attuale debolezza venisse confermata da un'ulteriore, rapida discesa delle quotazioni.

La correzione in atto, dopo un anno di salita impetuosa che l'ha portato dai 425 $ di maggio 2005 ai 725 $ di maggio 2006, a nostro avviso non ha ancora ultimato la sua corsa: riteniamo più verosimile che da qui, l'oro debba visitare nuovamente i recenti minimi prima di poter segnare nuovi massimi.

In un ottica di breve quindi, è lecito - statisticamente - attendersi quotazioni più vantaggiose nelle prossime settimane da cui inziare a costruire o incrementare le posizioni al rialzo.

Ricordiamo però, come sempre, che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Settimana difficile anche per l'argento benché la migliore posizione tecnica rispetto all'oro l'abbia portato sul supporto che ormai da mesi lo accompagna nella difficile risalita verso i massimi di maggio. Questa volta però, vista la strada percorsa dal metallo bianco contro le fiat currencies ed il più blasonato cugino, l'argento potrebbe violare il supporto per scendere verso il minimo dei primi di giugno, in corrispondenza del granitico ostacolo dei 9/10 $/oz: ottimo punto per aprire nuove posizioni al rialzo o incrementare quelle già in essere.

A questi livelli quindi, a breve termine, è preferibile aspettare quotazioni più vantaggiose mentre, in una prospettiva di lungo periodo, il metallo bianco è ancora più sottovalutato dell'oro: per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, l'argento è oggi un ottimo affare a patto che si sia disposti a tenerlo per alcuni anni senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



Come previsto, con settembre è ritornato il movimento sul mercato delle valute. Il dollaro mette a segno un'ottima settimana, staccandosi con violenza dal supporto che ha accompagnato fin dai primi di maggio la reazione al crollo di aprile. Detto questo, riteniamo ancora che il trend principale sia verso il basso e che gli ostacoli posti fra 86 e 89 siano al di là delle forze del povero bigliettone. A breve però, è verosimile che la logora valuta di riserva mondiale continui la sua corsa verso l'alto per poi stallare e riprendere la discesa.
Il livello di 89 e la resistenza dinamica che vi sta passando proprio adesso, rimangono le soglie oltre le quali saremo costretti a rivedere le nostre convinzioni ed accettare che l'orso abbia ceduto il campo al toro.

L'euro ha reagito meglio di altre valute all'ottima settimana del suo principale sfidante. La sterlina ad esempio, come evidenziato nel "grafico delle settimana", dopo la forza strepitosa mostrata negli ultimi mesi, pare abbia deciso di riposare almeno un poco e negli ultimi giorni ha sofferto più delle altre majors.

Lo yen sembra aver testato il vecchio supporto ormai divenuto resistenza... attenzione, massima cautela ad andare long sulla valuta nipponica: rimane a tutt'oggi la fonte di finanziamento più conveniente del pianeta.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato alla sterlina inglese ed alla pessima performance anticipata dalla divergenza negativa con l'RSI di breve periodo e dalla finta rottura dei massimi di maggio che così tanti soldini sarà costata - starà costando - agli ingenui inseguitori di tali segnali di acquisto.

Nessun mercato può salire - o scendere - in modo indefinito e continuo. Ci sono leggi c he spiegano con chiarezza il perché del movimento a zig zag di qualunque quotazione e la sterlina non fa eccezione: dopo l'impressionante guadagno degli ultimi mesi, una correzione è non solo necessaria ma salutare, così da poter ritrovare quotazioni vantaggiose fra alcune settimane.



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