Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

Da questa settimana i grafici faranno riferimento agli ultimi tre anni, per guadagnare una prospettiva più ampia ed analizzare i movimenti recenti in relazione ad una quantità di dati notevolmente maggiore.

15 SETTEMBRE 2006

Come anticipato e ripetuto fino alla nausea nelle scorse settimane, l'oro ha ripreso con violenza la discesa: gli elementi che facevano ritenere improbabili nuovi massimi dopo la corsa eccezionale che in un anno l'ha visto passare dai 425 $ di maggio 2005 ai 725 $ di maggio 2006 si sono dimostrati insormontabili.

Questo sito parla di oro, argento, valute, azioni e materie prime non per amore o devozione ma in quanto strumenti utili a preservare il proprio potere di acquisto nel tempo in un contesto di elevata inflazione monetaria. Ogni mercato si muove a successive ondate, una sorta di respiro, una marea che lo porta dalla relativa sopravvalutazione alla relativa sottovvalutazione.

La scelta dei tempi, soprattutto in un ottica di breve o medio periodo, è di fondamentale importanza per comprare e vendere al momento giusto, quando le probabilità (perché certezze non ce ne sono MAI) favoriscono uno scenario piuttosto che un altro.

Nonostante i fondamentali che sul LUNGO periodo lasciano spazio per una notevole crescita del metallo giallo, sul breve ed anche sul medio ciò che muove questo mercato, così come gli altri, sono le emozioni dei partecipanti e la pressione speculativa che vi si concentra. Chi ha comprato nel maggio del 2005 a 425 $, è di certo propenso a vendere un anno dopo quando il metallo, ormai follemente ipercomprato, ha superato i 700 $.

Nulla di strano. Anzi, un comportamento del tutto ovvio e scontato: voi non realizzereste i profitti su un investimento che in 12 mesi vi ha reso il 70%?!!

Pretendere, o sperare, che dopo un anno di salita ed un simile guadagno, la correzione si esaurisse in 5 settimane s'è dimostrata una pia illusione: il momento migliore per comprare è quando il panico è diffuso, quando nessuno prende in considerazione l'idea di farlo perché l'opinone comune è che un certo mercato è destinato a crollare per non riprendersi mai più.

L'ottimismo nei confronti dell'oro e delle materie prime era ancora troppo elevato durante l'estate, così come confermato dalle azioni delle compagnie minerarie e dagli stessi metalli, impegnati in un rally secondario potente ma che ormai, con la chiusura di questa settimana, lascia già vedere il rosso anche a coloro che si sono posizionati al meglio ad inizio giugno, sperando in nuovi massimi.

Noiosamente abbiamo ripetuto che le probabilità favorivano il proseguimento della correzione e che questa seconda fase avrebbe seminato il panico e la disaffezione necessari al prodursi di nuove condizioni ottimali per l'apertura o l'incremento di posizioni al rialzo, fornendo diverse analisi pubbliche ed alcuni strumenti specifici riservati agli iscritti della newsletter.

Ora che lo scenario sembra sulla via di realizzarsi (sembra, perché certezze non ce ne sono MAI) ribadiamo che il target di riferimento per far scattare la nuova campagna acquisti è fra 540$ e 525$ all'oncia. Data la violenza di quest'ultima settimana la parte bassa di questo range sembra ancora migliore di quella alta ed i 500$ rimangono a nostro avviso una barriera che potrà pur essere violata per brevissimo tempo ma non in modo deciso e duraturo.

Una buona tecnica per evitare l'"ossessione da pivot" potrebbe essere quella di dividere in tre parti il capitale che si intende destinare all'oro e programmare l'acquisto a tre diversi livelli compresi fra i 500$ ed i 540$ oncia.

In un ottica di breve quindi, è lecito - statisticamente - attendersi quotazioni più vantaggiose nelle prossime settimane da cui inziare a costruire o incrementare le posizioni al rialzo.

Ricordiamo infine, come sempre, che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Stesso discorso per l'argento con l'unica differenza che avendo corso ben più dell'oro in questo rally secondario ed avendo la tendenza a superarlo sia al rialzo sia al ribasso, è probabile che la sua correzione sia più rapida e violenta.

A questi livelli quindi, a breve termine, è preferibile aspettare quotazioni più vantaggiose mentre, in una prospettiva di lungo periodo, il metallo bianco è ancora più sottovalutato dell'oro: per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, l'argento è oggi un ottimo affare a patto che si sia disposti a tenerlo per alcuni anni senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



Il grafico a tre anni apre nuove prospettive sui mercati delle valute. In azzurro sono segnate le divergenze che hanno anticipato la fine dei trend in essere a fine 2005. In questo contesto più ampio quindi, i movimenti attuali assumono una dimensione del tutto diversa rispetto ai grafici a due anni ed implicano ipotesi meno nette e scenari alternativi.

Il dollaro potrebbe prepararsi a sprofondare dopo aver interrotto la discesa per un eccesso di ipervenduto così come potrebbe essere giunto a fine corsa nel dicembre 2005: la fase attuale potrebbe essere la preparazione dell'ultimo attacco ai minimi, evento in grado di calamitare enormi masse di denaro pronte a scommettere sulla fine CERTA della valuta statunitense per poi venir deluse, a caro prezzo, dall'INASPETTATO movimento contrario, come sempre accade.

La stessa ambiguità vale per l'euro, come al solito speculare rispetto al dollaro, mentre lo yen, in genere così enigmatico a causa della pesante manipolazione, sembra l'unico con una direzione più decisa, almeno per le prossime settimane: il basso.

La situazione sul mercato delle valute merita quindi un'attenzione maggiore ed aggiornamenti più frequenti volti ad un'operatività di più breve periodo oltre ad una serie di precauzioni necessarie ad evitare di trovarsi sul lato sbagliato, senza opportune vie d'uscita, esposti verso un unico scenario.

Gli spazi a disposizione di questo aggiornamento weekly sono insufficienti a garantire una simile copertura: chi fosse interessato può iscriversi alla newsletter a questo link TRADING







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al Gas Naturale. Dopo aver segnalato l'ottima opportunità derivante dalla situazione di grave ipervenduto nell'aggiornamento del 26 maggio ed aver dato conto dei relativi guadagni in quello del 4 agosto torniamo oggi sull'argomento a causa degli sviluppi delle ultime settimane.

I fondamentali di questa preziosa materia prima sono assolutamente promettenti anche se la speculazione di breve periodo e la mancanza di eventi in grado di catalizzare l'attenzione del pubblico nei mesi estivi (nell'agosto 2005 Katrina seminava il panic buy, come sempre un ottimo segnale di vendita) hanno fatto strage fra chi ha scommesso sulla fin troppo scontata salita delle quotazioni senza incassare gli spettacolari guadagni di luglio ed agosto.

La rottura del minimo intorno a 5.5 ha di sicuro portato alla chiusura dei molti long che avevano posizionato nelle sue vicinanze gli Stop Loss, incrementando a breve la pressione di vendita.

La situazione rimane oggi però molto promettente dal punto di vista fondamentale ed ancora più vantaggiosa da quello tecnico rispetto a fine giugno, dato il panic sell (come sempre un ottimo segnale di acquisto) in atto, il forte ipervenduto, l'attuale divergenza positiva marcata su entrambi gli indicatori di breve e di lungo ed il solido supporto posto intorno a 4.5, inviolato da tre anni.

Il momento migliore per comprare è quando il panico è diffuso, quando nessuno prende in considerazione l'idea di farlo perché l'opinone comune è che un certo mercato è destinato a crollare per non riprendersi mai più.

E' raro che i mercati concedano una seconda occasione.
Ancor più raro che la seconda sia migliore della prima.



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