Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

22 SETTEMBRE 2006

Dopo il terrore seminato dalla discesa dell'ultima settimana, l'oro indugia fra i 575 ed i 600 $/oz, chiudendo a 588.60.
Nulla di notevole quindi nella sessione appena conclusa. A nostro avviso le prossime settimane porteranno le quotazioni un pò più in basso: il target ottimo - quantomeno quello in corrispondenza del quale inizierà la nuova campagna acquisti - è posto fra i 540 ed i 500 $/oz.

Nel comportamento normale di un mercato toro ci sono correzioni che possono giungere sino a 2/3 dell'avanzamento precedente: per ora siamo ancora sopra il 50% e sono quindi necessarie da un alto pazienza e dall'altro nessuna paura. Le mani deboli, gli ultimi arrivati, devono mollare la presa. In genere lo fanno quando le quotazioni sono intorno ai minimi (eh si, perché hanno la curiosa abitudine di comprare intorno ai massimi...): prima di allora, sul breve periodo, meglio aspettare occasioni migliori.

Ricordiamo infine, come sempre, che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Stesso discorso per l'argento con l'unica differenza che avendo corso ben più dell'oro in questo rally secondario ed avendo la tendenza a superarlo sia al rialzo sia al ribasso, è probabile che la sua correzione sia più rapida e violenta.

A questi livelli quindi, a breve termine, è preferibile aspettare quotazioni più vantaggiose mentre, in una prospettiva di lungo periodo, il metallo bianco è ancora più sottovalutato dell'oro: per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, l'argento è oggi un ottimo affare a patto che si sia disposti a tenerlo per alcuni anni senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



Il dollaro continua la sua marcia a zig zag tra 85 ed 86, intrappolato fra il supporto dinamico tracciato fra i minimi recenti e quelli di dicembre 2004 e la resistenza durissima posta fra 87 ed 88. Poco oltre si avvicina la resistenza dinamica lasciata dal crollo di aprile, ormai prossima al livello chiave di 88.

Questi weak trend precedono di regola movimenti rapidi, violenti e sostenuti in una direzione: che sia il basso, verso il muro - MAI violato in modo duraturo - degli 80/81 o l'alto, a sfidare via via tutte le resistenze poste al di sopra dell'attuale quotazione, non è dato sapere.
Lo scenario preferito rimane quello di una svalutazione (a medio/lungo termine) del biglietto verde anche se questa opinione è troppo diffusa e condivisa, troppo attesa come immininente per essere confortevole: mai si avvera sui mercati la previsione comune.

Un'ipotesi sempre più affascinante è quella di una rottura, ingannevole, dei minimi di fine 2004 e di una successiva inversione di tendenza che porti il dollaro ben più in alto di quanto oggi possano aspettarsi i molti che ne danno per scontata la fine.
Ad aggiungere un tocco di magia a quest'ultimo scenario, potrebbe contribuire il contemporaneo apprezzarsi del dollaro e dell'oro, evento che quasi TUTTI ritengono impossibile e che per questo merita attenzione e rispetto.

Euro come al solito speculare anche se non è stato fra le valute europee quella che ha approfittato in misura maggiore della debolezza del biglietto verde.

Lo yen è sul punto di testare da sotto l'ex supporto dinamico, ormai divenuto resistenza... vedremo a breve se la più manipolata fra le valute principali del pianeta riuscirà nell'impresa, non da poco, di superare tale difficoltà e mettere a segno un nuovo massimo prima di un nuovo minimo.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato al petrolio ed all'indice borsistico americano che più ne segue le sorti, lo XOI.
Il panico che ha dominato questo mercato (anticipato ad hoc dalla divergenza negativa ben chiara dopo l'incredibile salita degli ultimi tre anni) è ancora ben lontana dall'aver minato questa bull run dal punto di vista tecnico.

I fondamentali rimangono a favore di un apprezzamento di tutte le materie prime ed a maggior ragione di quelle energetiche, così essenziali alla società di oggi ed in così critiche condizioni di domanda e offerta.

Il panic selling che di sicuro ha coinvolto i meno esperti - ma non solo - ha creato oggi condizioni così estreme da "garantire" ottimi livelli di entrata sia a breve che a lungo termine in questo mercato. Il WTIC (linea tratteggiata) è ai prezzi di metà 2005, in prossimità di un forte supporto, ipervenduto come MAI dall'inzio della sua corsa.

Di certo ci sarà qualche speculatore con il pelo sullo stomaco pronto a fare incetta a prezzi bassi mentre tutti fuggono a gambe levate verso un'uscita troppo affollata. Di sicuro, oltre a chi è concentrato sul breve periodo, ci sarà chi, interessato a prospettive più ampie ed orizzonti temporali di anni piuttosto che di mesi, settimane o giorni, approfitterà di queste condizioni estreme per iniziare a costruire posizioni al rialzo, graduali e durature.

Di sicuro c'è anche chi ha comprato a luglio per la rottura dei massimi precedenti, con il petrolio ad 80 dopo anni di salita ed ora, stremato, è pronto a vendere, con un bel -25% in portafoglio...



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