Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

29 SETTEMBRE 2006

Ancora una settimana al rallentatore dopo lo scrollone dei primi di settembre che ha preso di sorpresa molti fans dei metalli preziosi. Nulla di particolare da riportare quindi: ribadiamo il target fra 500 e 540 $/oz già esposto nelle precedenti settimane - fin dall'inizio della correzione di maggio - in corrispondenza del quale aprire nuovi long sul metallo e le migliori azioni ad esso collegate.

Ricordiamo infine, come sempre, che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Anche l'argento mette a segno una settimana di riflessione senza particolari spunti dopo la pesante correzione di due settimane fa. Alla rottura dei minimi intorno a 9.5 $/oz scatterà la nuova campagna acquisti.

A questi livelli quindi, a breve termine, è preferibile aspettare quotazioni più vantaggiose mentre, in una prospettiva di lungo periodo, il metallo bianco è ancora più sottovalutato dell'oro: per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro, l'argento è oggi un ottimo affare a patto che si sia disposti a tenerlo per alcuni anni senza lasciarsi impressionare dalla volatilità di breve periodo.



Un altro rimbalzo per il dollaro in linea con il supporto che lo sostiene ormai da 5 mesi ed un altro giro di andata e ritorno in questo weak trend foriero di mosse rapide e violente. Nulla è cambiato nella sostanza rispetto ad una settimana fa: il trend di breve è inviolato così come quello di medio, di direzione opposta.

Ecco la rappresentazione grafica di quanto esposto la scorsa settimana.
Un'ipotesi sempre più affascinante è quella di una rottura, ingannevole, dei minimi di fine 2004 e di una successiva inversione di tendenza che porti il dollaro ben più in alto di quanto oggi possano aspettarsi i molti che ne danno per scontata la fine.
Ad aggiungere un tocco di magia a quest'ultimo scenario, potrebbe contribuire il contemporaneo apprezzarsi del dollaro e dell'oro, evento che quasi TUTTI ritengono impossibile e che per questo merita attenzione e rispetto.



Elaborazione su grafico gentilmente concesso da ECONOMAGIC.COM

Euro come al solito speculare anche se non è stato fra le valute europee quella che ha approfittato in misura maggiore della debolezza del biglietto verde.

Lo yen, come anticpato la scorsa settimana ha testato da sotto l'ex supporto dinamico, ormai divenuto resistenza e si è avviato con violenza verso il basso. Quanti hanno scomesso nel 2006 sulla fine del carry per trade per l'annunciata politica restrittiva della BOJ, hanno per ora avuto vita davvero difficile.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato alla forza relativa dell'oro rispetto al petrolio ed al gas naturale: analizzare infatti l'andamento di certi mercati usando come unità di misura monetine di carta inflazionate senza tregua come il dollaro e l'euro (o lo yen, la sterlina, il franco svizzero etc etc), è del tutto fuorviante, soprattutto per orizzonti temporali di una certa ampiezza.

Le ratio Gas/Oro e Petrolio/Oro permettono invece di eludere le distorsioni indotte dalla politica monetaria delle banche centrali per concentrare l'attenzione sulla forza relativa di materie prime essenziali quali quelle energetiche, rispetto alla Moneta.

Le posizioni long di breve, medio e lungo termine sulle più promettenti compagnie legate agli idrocarburi sono state completate il 25 settembre, grazie al picco di pessimismo registrato fra gli investitori dopo settimane di caduta delle quotazioni del petrolio.
Ovviamente i fondamentali rimangono gli stessi che hanno permesso all'oro nero di crescere da 30 ad 80 $ in meno di 3 anni ma il panico non si governa con la ragionevolezza e così come abbiamo liquidato il precedente portafoglio energetico alla rottura dei massimi a luglio, così oggi ne abbiamo appena approntato uno tutto nuovo, a prezzi che poche settimane fa sarebbero sembrati occasioni da non perdere.
Infatti.





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