Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

6 OTTOBRE 2006

Dopo il timido rimbalzo delle due settimane precedenti, l'oro continua ad avvicinarsi alla zona indicata per l'apertura di nuovi long di breve fin dai primi giorni della correzione di maggio.
C'è ancora spazio per scendere anche se ormai siamo proprio in prossimità dei livelli evidenziati in azzurro: dipende quindi dalla propensione al rischio e dal'"impazienza" di ognuno decidere se anticipare l'entrata per non rischiare di perdere quotazioni vantaggiose o ritardarla per cogliere le migliori in assoluto.

Tutto questo in un'ottica di breve, quantificabile fra i 6 ed i 18 mesi: in una prospettiva NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro e' un ottimo affare.
Questo mercato rimane ancora elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Settimana simile per l'argento anche se migliore rispetto a quella del più blasonato metallo giallo. Anche in questo caso abbiamo evidenziato in azzurro la zona in cui scatterà la campagna acquisti. Visti i fondamentali migliori ed il conseguente maggior potenziale di crescita, l'argento rimane la scelta preferita per chi intenda muoversi in anticipo, nonostante la volatilità. Comprare alla rottura dei 10 $/oz potrebbe essere un buon sistema per permettere agli impazienti di entrare sul mercato senza dover troppo soffrire in caso di overshot verso il basso: a nostro avviso gli 8.5 $/oz sono ormai inviolabili in modo duraturo.

Anche in questo caso ribadiamo che quanto detto è riferito solo a chi specula con un orizzonte temporale fra i 6 ed i 18 mesi. Sul lungo periodo l'argento è ancora più sottovalutato dell'oro ed è quindi un ottimo e solido asset per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro.
La bull run del metallo bianco non si sta svolgendo solo contro le inflazionate monetine cartacee dei nostri giorni ma contro sfidanti ben più tangibili ed in forma come lo stesso oro.



E' da luglio che il dollaro non riusciva a fare due settimane di seguito nella stessa direzione: accogliamo quindi la novità con un brindisi anche se, sul breve periodo, il compito del biglietto verde è tutt'altro che facile: resistenza statica e dinamica ormai si stanno per sovrapporre e non sarà facile superarle indenne nelle prossime settimane.

L'euro, come al solito speculare al suo principale sfidante, continua a muoversi - poco - nell'area di congestione: per proseguire la salita, da qui sarebbe più salutare un ritorno al supporto vicino a zona 122 piuttosto che un'immediata sfida ai massimi di fine 2005; la direzione a breve quindi sarà in grado di condizionare l'outlook di medio termine (18/36 mesi). Non prendere respiro adesso visitando supporto e media a 65, potrebbe rivelarsi letale alla povera monetina europea poco più avanti.

Lo yen, dopo il test con bearish engulfing della scorsa settimana, prosegue con fin troppa timidezza verso nuovi minimi. L'area che gli si apre davanti non è facile da attraversare e la valuta nipponica si trova in corrispondenza di importantissimi supporti non visibili in questo grafico: l'ora dell'inversione potrebbe essere vicina. Sfidare la propensione alla discesa dello yen è sempre pericoloso ma scegliendo un cross con basso differenziale di tasso d'interesse (ad esempio CHFJPY) ed impiegando le dovute cautele, la zona è ormai propizia per trade con un buon rapporto fra rischio e ritorno potenziale.







IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato alla ratio HUI/Gold (linea trattegiata) e al'HUI.
MACD, medie mobili e zona di supporto in rosso sono relative alla ratio, quella nera all'indice.

Il supporto rosso per la ratio è ancora piuttosto lontano e questo lascia intravedere alcune settimane di debolezza relatva delle azioni rispetto al metallo: ancora un pò di pazienza potrebbe regalare livelli di entrata che la maggior parte dei recenti oroentusiasti ritenevano impossibili appena un mese fa. La zona di supporto per l'HUI è fra i 240 ed i 260, zona in cui verranno aperte le posizioni sulle società già individuate e monitorate da tempo.



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