Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

13 OTTOBRE 2006

Altra timida pausa per l'oro mentre prosegue l'avvicinamento ad importanti supporti nonché alla zona del nostro buy. Ancora un pò di pazienza e le ultime speranze degli ottimisti ritardatari verranno spazzate via, creando le condizioni ideali per incrementare le posizioni in essere o costituirne di nuove.

Gli ordini sono già piazzati per le posizioni di breve: ricordiamo, come sempre, che in una prospettiva NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro e' un ottimo affare.

Questo mercato rimane ancora elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.



Stesso copione per l'argento dove però l'area di supporto e quella del buy si sovrappongo parzialmente grazie ai fondamentali migliori: attenzione solo alla volatilità tipica di questo mercato così ristretto. Attenzione, non paura, perché se sfruttata in modo corretto può regalare soddisfazioni ancora più grandi della relativa letargia del più famoso cugino.

Anche in questo caso ribadiamo che quanto detto è riferito solo a chi specula con un orizzonte temporale fra i 6 ed i 18 mesi. Sul lungo periodo l'argento è ancora più sottovalutato dell'oro ed è quindi un ottimo e solido asset per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro.
La bull run del metallo bianco non si sta svolgendo solo contro le inflazionate monetine cartacee dei nostri giorni ma contro sfidanti ben più tangibili ed in forma come lo stesso oro.



Non c'è due senza tre: il dollaro mette a segno la terza settimana consecutiva di guadagno, avvicinandosi ancora di più alle resistenze evidenti sul grafico: non sarà facile superarle in modo ordinato e duraturo nelle prossime settimane.

L'euro risponde con la propria debolezza alla forza del dollaro, avvicinandosi forse alla strada meno eclatante ma più saggia descritta la settimana scorsa: il contatto con il supporto dinamico vicino a zona 122 e la media a 65 potrebbero garantire un trend al rialzo più solido nel 2007.

Doppio grafico questa settimana per lo yen per analizzare il trend in salita iniziato ai primi del 2002 e ottenere una prospettiva più ampia sull'attuale discesa/correzione della valuta del sol levante. Cinque anni fa il differenziale dei tassi fra la valuta nipponica e le principali sfidanti a livello mondiale era ben più basso di adesso, consentendo anche allo yen di approfittare della rovinosa caduta del dollaro, avvenuta fra il 2002 ed il 2005.

Oggi la situazione è del tutto diversa ma i grafici evidenziano qualcosa di interessante che vale la pena approfondire.

Così come il trend in salita è stato netto e persistente ma non è riuscito a superare l'indebolimento preannunciato dalla divergenza negativa a fine 2004, oggi, dopo l'improvvisa accelerazione che a fine 2006 ha esaurito il trend in discesa raggiungendo elevatissimi livelli di ipervenduto, la conseguente violenta reazione, la rottura al rialzo del trend precedente e la lenta, inesorabile discesa dai massimi fulminanti di luglio, le condizioni sono propizie alla formazione di una divergenza positiva, proprio in corrsipondenza degli importanti supporti rappresentati dai ritracciamenti della salita precedente.

Una rottura dei minimi ormai vicini infatti non verrebbe accompagnata da nuovi minimi sugli indicatori, a meno di un crollo verticale dello yen, non molto verosimile dopo due anni di discesa.

Forse il bla bla sulla fine della politica dei tassi zero e sulla stretta monetaria in Giappone è abbastanza lontana da permettere allo yen di riprendere la salita nei prossimi mesi, dopo aver deluso, come sempre, la maggior parte degli operatori.









IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato, obbligatoriamente, al Dow Jones (linea nera continua) ed alla ratio Dow/Gold.
Nell'aggiornamento del primo settembre mettevamo in evidenza come il trend in discesa (o meglio il crollo) della ratio fosse ormai intaccato, lasciando presagire settimane di supremazia del vecchio e blasonato indice borsistico americano rispetto all'ancor più antico e blasonato metallo giallo.

I mercati non si muovono in modo rettilineo ed anche la più potente delle bull run ha bisogno di pause per riprendere fiato: per questo avevamo sottolineato la probabile overperformance dell'azionario generico sul metallo.
Ad un mese e mezzo di distanza verifichiamo che questo si è puntualmente verificato e che il Dow Jones è ormai a nuovi massimi (se misurato in dollari iperinflazionati) ed in corrispondenza di un'importante resistenza (sia in dollari - in verde - sia contro l'oro - in rosso).

Così come ai primi di settembre l'analisi della ratio lasciava presagire che il momento per acquistare il metallo non fosse ancora arrivato, oggi la stessa analisi porta a concludere che sia giunto il momento di vendere il Dow ed iniziare a pensare di aumentare la propria esposizione verso oro, argento ed azioni ad essi correlate.

Storicamente, prima che la bull run dei metalli preziosi sia giunta al termine, la ratio Dow/Gold deve scendere sino a 1.
Oggi siamo a 21.



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