Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 36 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.
24 NOVEMBRE 2006
Settimana deludente per l'oro che non riesce ad approfittare della grande debolezza del dollaro, sua principale unità di misura. Anche per questa sessione quindi, rimane inalterato l'outlook di breve periodo e si attendono nelle prossime settimane quotazioni più vantaggiose per nuove aperture.
Ricordiamo però, come sempre, che in un'ottica NON speculativa ma di lungo periodo, ai livelli attuali di prezzo l'oro rimane un ottimo affare.
Per ora questo mercato è del tutto elitario ed esclusivo, non c'è traccia di quella mania popolare che è l'ingrediente necessario e finale - se la storia insegna - per concludere al meglio la ricetta e permettere ai pochi di scaricare sui molti un bene ormai selvaggiamente sopravvalutato. D'altro canto, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa. I 730 $ del 1980 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime MOLTO prudenziali, a più di 1.700: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.
Leggermente meglio l'argento che riesce a violare i massimi estivi (benché la chiusura al di sotto degli stessi non sia di buon auspicio) riuscendo ancora una volta a superare il più blasonato cugino.
Anche questa sessione conferma che il mercato toro del metallo bianco non viene corso solo contro le monetine di carta ma contro l'oro stesso. A prezzo della notevole volatilità imputabile alla ristrezza del suo mercato, l'argento sarà capace di regalare fortune agli investitori abbastanza accorti da comprarlo al momento giusto, senza lasciarsi intimorire dalle notevoli variazioni di prezzo di breve periodo.
A questi livelli comunque è preferibile aspettare - in un'ottica speculativa - quotazioni più vantaggiose. In una prospettiva di lungo periodo invece, il metallo bianco è ancora più sottovalutato dell'oro e rappresenta oggi un ottimo veicolo per porre almeno una parte dei propri risparmi al riparo dall'inflazione monetaria che sta erodendo il potere d'acquisto del nostro denaro.
Il vero movimento questa settimana è stato sul FOREX dove il Dollaro ha finalmente rotto il supporto che lo sosteneva ormai da mesi, proiettandosi con un solo balzo ai livelli intorno ai quali aveva arrestato il suo crollo a maggio. Euro e Yen hanno agito di conseguenza, mostrando cosa significhi approfittare della debolezza del biglietto verde.
L'euro in particolare ha mostrato grandi energie, non solo contro il principale rivale ma anche contro la sterilna inglese e lo stesso yen, che pur chiude la settimana in forte guadagno.
Rimane però qualcosa di poco convincente nell'aria. Nonostante il consolidamento durato sei mesi, la valuta europea è rimasta in uno stretto trading range senza che gli indicatori si siano potuti scaricare più di tanto: addirittura l'RSI di breve è prossimo ai 70 a breakeout appena avvenuto.
Un analista tecnico che nulla sapesse di carry trade e politiche concertate delle banche centrali, di certo troverebbe più promettente il grafico dello yen se volesse comprare valute...
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
Questa settimana il grafico è dedicato all'oro. Anziché usare però la misurazione standard in dollari, presentiamo il metallo giallo contro l'euro per evidenziare come i movimenti recenti siano imputabili non al suo effettivo vigore ma alla debolezza del dollaro.
Addirittura nel grafico ORO/Euro la recente rottura della resistenza dinamica (che tanto avrà entusiasmato i più ottimisti goldbugs) non si è verificata ed il prezioso metallo prosegue la discesa rimanendo intrappolato sotto la trend line.
Basta guardare quanto successo fra maggio 2005 e maggio 2006, sullo stesso grafico, per verificare cosa significhi la vera forza dell'oro... anche per questo, nelle prossime settimane, ci attendiamo quotazioni più vantaggiose per aprire nuove posizioni al rialzo.
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