Per investire con successo, la scelta dei tempi è fondamentale anche in un settore in crescita.
Comprare nel momento sbagliato può significare infatti entrare in un mercato ipercomprato, giunto in prossimità dei massimi relativi dai quali, inevitabilmente, dovrà ritracciare per compensare gli eccessi tipici delle fasi estreme, nel perenne movimento non lineare dei mercati.
In questa pagina vengono aggiornati ogni fine settimana i grafici degli ultimi 12 mesi di oro, argento, dollaro, euro e yen per confrontare l'andamento delle due materie prime selezionate dall'uomo, nei secoli, come moneta per eccellenza, rispetto alle più importanti monetine fiduciarie di oggi. L'ultimo grafico invece è dedicato ogni settimana ad un mercato diverso, ritenuto particolarmente interessante o significativo.

03 MARZO 2006

L'oro e gli indici azionari ad esso legati - HUI e XAU - non sono riusciti ad approfittare dello storica rottura dei 10 $/oz da parte dell'argento. E' possibile che nelle prossime sedute il richiamo esercitato dall'azione dell'argento illumini anche il più nobile cugino anche se, data la distanza dalle medie e la divergenza con l'RSI di breve periodo, è lecito aspettarsi una correzione da sfruttare più avanti come opportunità d'acquisto: in particolare il livello di 500 $/oz sarà interessante per le implicazioni psicologiche legate ad una cifra così tonda.
Nulla vieta che lunedì il metallo giallo si getti in un solo balzo verso nuovi massimi ma, benché tutto sia possibile nei mercati finanziari, l'investitore prudente deve essere sempre attento ad operare con il favore delle probabilità e, data la situazione, è più facile che l'oro nelle prossime settimane corregga versa il basso piuttosto che salga ancora molto.
E' bene ricordare però che, nonostante l'enfasi posta dai mass media nel parlare di oro ai massimi da 25 anni, siamo ben lontani da fine corsa ma si tratta, nella peggiore delle ipotesi, di un'inevitabile correzione di breve periodo destinata a riequilibrare il +32% messo a segno dal prezioso metallo da settembre ad oggi.
I 550 $ del 1981 (il "record" tanto celebrato dai media) equivalgono oggi, secondo stime molto prudenziali, a più di 1.250: rispetto a 25 anni fa, l'oro oggi non vale nemmeno la metà.
In un'ottica d'investimento, la distanza fra la quotazione e le medie di breve e lungo è tale, comunque, da sconsigliare al momento l'entrata sul mercato in attesa di un momento più propizio. Se invece la finalità principale è di tipo assicurativo il discorso cambia: sul lungo periodo, la necessità di proteggere almeno una parte della propria ricchezza dall'eventualità di un serio crack monetario, è di certo meno legata alle tempistiche di breve rispetto ad un investimento. In termini storici l'oro è conveniente anche a questi prezzi.



Settimana storica per l'argento: erano più di vent'anni che non chiudeva con un prezzo a due cifre e questo porterà di certo capitali freschi in un mercato molto ristretto ed in genere lontano dai riflettori. Come anticipato le scorse settimane, la rottura di questa importante soglia psicologica può fornire ulteriore propellente per un rapido apprezzamento grazie all'attenzione che si riverserà su un mercato di così modeste dimensioni.
Il grafico di questa settimana abbraccia tre anni per offrire una prospettiva più ampia. Nulla di inverosimile se nel giro di poche settimane l'argento arrivasse intorno ai 12 $/oz ma, in un'ottica di investimento, è indispensabile considerare che questo movimento è ormai più vicino alla fine che all'inizio: il rapporto rischio/rendimento è già troppo alto. Più prudente aspettare che si concluda per sfruttare nei prossimi mesi un'occasione migliore.
La particolare ristrettezza del mercato dell'argento, come si può ben vedere dai "crolli" del 2004, fa si che il metallo bianco sia da sconsigliare a chi non ha nervi molto saldi e capacità di resistere all'estrema volatilità che ne è caratteristica.
Rimane però valido quanto scritto per l'oro: se l'ottica con cui si acquista è orientata all'investimento, allora il momento migliore è già passato e la prudenza - soggettiva - consiglia di aspettarne uno più propizio (almeno intorno agli 8.25 $/oz). Se il fine invece è di tipo assicurativo e si intende destinare almeno una piccola parte dei propri averi ad asset diversi dalla cartaccia, a livello storico l'argento è ancora sottovalutato e, in una prospettiva di lungo periodo, i fondamentali indicano come probabile un suo - notevole - apprezzamento.



Finalmente un pò di movimento sul mercato delle valute. Il dollaro, nonostante l'impegno dei giapponesi, sembra aver testato il supporto rotto ad inizio anno per riprendere la discesa interrotta per tutto il 2005. E' ancora presto per dire se l'azione dell'ultima settimana sia il preludio a nuove notevoli difficoltà del biglietto verde, è certo però che il quadro grafico attuale confermi la direzione ribassista intrapresa nei primi giorni di gennaio e che motivi macro per svalutare il dollaro ce ne siano in abbondanza.



Come sempre noiosamente speculare al rivale americano, l'euro dà prova di grande forza questa settimana, allontanandosi dalla rottura della resistenza violata ad inizio anno dopo averla testata. La specularità assoluta fra la moneta americana e quella europea sottolinea come, a livello di valute cartacee e fiduciarie, la lotta per il mercato mondiale sia per ora una questione a due. Intanto, a furia di aggiornamenti, siamo arrivati al fatidico marzo 2006 ed agli eventi epocali che attendono il pianeta nelle prossime settimane: la fantomatica Borsa Iraniana del Petrolio, quotata in euro e la fine della pubblicazione dei dati USA su M3, che nasconderà agli investitori internazionali indicazioni essenziali sull'inflazione americana.
Occhi aperti!



Come anticipato le scorse settimane, ecco che non appena le valute europee iniziano a guadagnare terreno contro il dollaro, l'intervento dello yen è immediato: la valuta del sol levante infatti è riuscita a sostenere il dollaro assorbendo buona parte della sua svalutazione, chiudendo quasi invariata nonostante la difficile settimana del biglietto verde. Come già detto altre volte, per i giapponesi la necessità di favorire le proprie esportazioni ed il fatto di essere il primo detentore mondiale di cartaccia USA (dollari e titoli del debito pubblico) siano ottime ragione per svalutare la propria moneta rispetto al biglietto verde. Inoltre, persistendo un differenziale notevole fra i tassi di interesse delle due valute, gli esperti del carry trade (prendere a prestito denaro in yen a tasso basso ed investirlo in titoli USA a tasso maggiore, lucrando qualche punto percentuale su somme enormi) potrebbero proseguire la loro facile politica ancora per qualche trimestre, in attesa della fine dallla politica del tasso zero da parte della BOJ.



IL GRAFICO DELLA SETTIMANA

Questa settimana il grafico è dedicato alla Federal National Mortgage Association, conosciuta affettuosamente come Fannie Mae, costituita nel 1938 con il compito di facilitare l'accesso al credito a chi aspirava all'acquisto di un'abitazione.
Molto sinteticamente, Fannie Mae, grazie alle colossali dimensioni ed all'origine governativa, riunisce migliaia di ipoteche sugli immobili e le rivende come mortgage-backed securities agli investitori, agevolando il contatto fra chi ha bisogno di risorse e garanzie per l'acquisto della casa e chi ha capitali da investire. Negli ultimi mesi però hanno iniziato a circolare voci molto preoccupanti su presunte irregolarità contabili che, se confermate, avrebbero conseguenze devastanti sul già scricchiolante, ipercomprato, mercato immobiliare statunitense.
Il grafico non lascia molto spazio all'ottimismo: ripresasi dalla minacciosa rottura dei 50 $, Fannie Mae si trova a consolidare, già in difficoltà sull'RSI di breve, in prossimità della media discendente di lungo periodo. Non mancheranno certo sforzi titanici per sostenere questo titolo ma il quadro tecnico ed i fondamentali non sono certo incoraggianti.



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17 FEBBRAIO 2005
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03 FEBBRAIO 2005
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20 GENNAIO 2005
13 GENNAIO 2005
06 GENNAIO 2005

















































































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